Osiride

Senza dubbio la divinità più nota nell'affollato pantheon egizio è Osiride. Il mito e la fama di questo antichissimo dio sono tuttora attuali; i millenni non hanno scalfito il misticismo di questa leggendaria figura: analizziamola dal punto di vista storico-scientifico.

L'origine del nome

I geroglifici che identificano il dio sono un occhio ed il trono. Indicano il luogo, la sede in cui si trova l'occhio ovvero, appunto, il trono. Considerando foneticamente i due simboli, il nome originale egizio di Osiride era Wsir "Posto dell'Occhio". Probabilmente, Wsir aveva un preciso significato religioso, data l'importanza della divinità ed il costume proprio degli antichi egizi di attribuire un valore simbolico ben definito ad ogni aspetto della loro elaborata spiritualità. Studi e dibattiti sono tuttora in corso per chiarire il vero significato del termine.

L'epopea

L'origine della grande popolarità di questa divinità è racchiusa nel mito, di seguito riassunto. La leggenda vuole che Osiride ricevette, dal padre Geb, il compito di governare la Terra. Con equilibrio e rettitudine onorò l'incarico, tanto da essere chiamato Wennefer, "Il Perfetto", "L'Essere Buono". Per gli egizi, quel periodo, fu un'autentica età dell'oro perché Osiride concesse pace, prosperità e conoscenze. Geloso, il fratello Seth, con un espediente, rinchiuse Osiride in una cassa e la gettò nel Nilo, provocando l'annegamento dell'odiato e rivale fratello. La versione più accreditata della narrazione prosegue con lo smembramento del defunto sempre ad opera di Seth, che disperse i vari pezzi (forse quattro come i punti cardinali o quattordici) in tutto l'Egitto. Iside, sposa di Osiride, riuscì a recuperarli. Con l'aiuto della sorella Nefti, moglie di Seth, ricompose le parti, creando la prima mummia d'Egitto. La grandezza, la potenza e l'amore di Iside portarono alla resurrezione di Osiride, ma solo per il tempo necessario al concepimento di Horus. In seguito, Iside si nascose nelle paludi del delta del Nilo, dove allevò il piccolo in tutta sicurezza lontana dalla possibile vendetta del fratello assassino.

Una differente versione narra che la cassa giunse a Byblos e si trasformò in albero.

Nel contempo Seth era diventato re d'Egitto, ponendo fine al florido governo del fratello assassinato. Adulto, Horus reclama vendetta. Ha così inizio una lunga ed estenuante battaglia (lotta tra Horus e Seth). Thot, dio della saggezza e della sapienza, persuase i due contendenti a sottoporsi al giudizio del consiglio degli dei ad Eliopoli. Horus fu riconosciuto legittimo erede di Osiride e, come tale, erede del trono d'Egitto. Dopo la sentenza, Horus compie un viaggio nel mondo sotterraneo per comunicare la novella al padre. La felice notizia consente all'anima di Osiride di risvegliarsi per divenire così, il simbolo della rinascita, lo spirito della vita. Giustizia e ordine regnano di nuovo sovrani.

Il legittimo erede è sul trono per continuare il buon governo del padre, il ciclo naturale della vita continua dopo la morte.

Osiride era rinato nell'oltretomba divenendone sovrano e giudice (giudizio di Osiride per l'accesso all'Aldilà).

L'importanza del mito

Per capire il perché questo dio fu essenziale (unica divinità davvero popolare) per il popolo egizio, è bene rifarsi all'epopea appena narrata.

Gli antichi egizi videro le stagioni e le fertili piene del Nilo come il ciclo continuo di morte e rinascita. Associarono l'annegamento di Osiride nel Nilo alla piena stagionale del fiume, in cui la terra riemerge dalle acque. Quest'ultimo aspetto diede origine ad un elemento importante per la cultura egizia: la Collina Primeva. Per primevo s'intende ciò che appare per primo, la prima manifestazione visiva dell'universo. Nella tradizione detta osiriaca, il tumulo primordiale è considerato la tomba del dio della rinascita: Osiride appunto. È probabile che l'idea del tumulo fu concepita proprio vedendo riemergere la terra dalle acque del Nilo dopo la piena.

Il dio fu identificato con il ciclo vegetale, l'agricoltura. La piena stagionale del fiume, fertilizzando i campi, permetteva una buona semina quindi, dopo la crescita, a maturazione avvenuta, si procedeva al lauto raccolto. Tutto ciò era simbolizzato e riprodotto dentro particolari contenitori riempiti di terra detti "Letti di Osiris" in cui si seminava dell'orzo: la semina alludeva alla sepoltura di Osiride, il seme interrato era il dio nell'oltretomba, mentre il germoglio rappresentava la rinascita.

Il ciclo annuale dell'attività agraria diviene sacro perché il continuo rigenerarsi della natura, degli alimenti, permette all'uomo di vivere e di procreare, sotto il rigido e perenne ritmo stabilito dalle piene, dai cicli solari e lunari, ma anche dalle stelle.

Osiride diviene il simbolo della forza rigeneratrice della natura, emblema di vita eterna.

Questo aspetto di forza vitale della natura diede origine al mito in cui il dio viene ucciso e rinasce nell'aldilà. Per la tradizione egizia, ogni re morto diventava Osiride. In altre parole, secondo la credenza, il sovrano rinasceva nell'aldilà, proseguiva la sua "esistenza" nel regno dell'oltretomba. Il nuovo faraone, legittimo erede del defunto, incarnava Horus. Per gli egizi vi era dunque un legame diretto tra realtà e leggenda: ogni sovrano morto era Osiride mentre, l'erede legittimo, il nuovo faraone simbolicamente concepito da Iside, era Horus. Tutto ciò rappresenta il ciclo dell'esistenza: Osiride che dopo la morte rinasce attraverso il figlio Horus.

Dato l'intimo legame con la natura, con l'attività principale degli antichi egizi ovvero l'agricoltura, il dio fu, per tutta la storia egizia, il più venerato anche a livello popolare. Nemmeno Ra, Amon e Aton, le massime divinità dinastiche, raggiunsero la fama, il mito e la venerabilità del dio dell'Aldilà.

Altro aspetto legato all'epopea è il corpo del dio. Se l'associazione di Osiride con la natura risale agli albori della civiltà egizia, la questione dello smembramento è fatta risalire ad un'epoca più tarda. Il dibattito su tale argomento è ancora aperto, visto che alcuni riallacciano anche tale aspetto alle origini del culto osiriaco. Un particolare che può chiarire l'importanza attribuita a questa divinità dagli antichi egizi, è il fatto che molte città del regno rivendicavano la supremazia di avere sul proprio territorio la tomba di Osiride.

La tradizione vuole che ad Abydos si conservasse il pezzo più importante del corpo smembrato: la testa. Busiris era il luogo in cui si custodiva la colonna vertebrale del dio, il djed. A Philae si venerava la gamba, mentre la vicina isola di Biga, detta "L'Isola Pura", secondo la tradizione, ospitava il sepolcro di Osiride. Questi luoghi di sepoltura sono detti Osireion, il più famoso dei quali è quello di Abydos visibile ancor oggi nelle sue possenti strutture megalitiche. Erano templi particolari in cui si praticava solo ed assiduamente il culto osiriaco.

In epoca predinastica Osiride subentrò al dio Andjeti (dio pastore) e dalla quinta dinastia, quando il suo culto si diffuse enormemente perché ogni individuo dopo la morte fu a lui associato, assorbì anche l'epiteto, appartenuto al dio Onuris, di "Khenty-Amentyw", "Primo degli Occidentali" o "Colui che è a capo dell'occidente". Quest'ultimo titolo identificava anche Sokar, dio antichissimo individuato nella quinta ora notturna del libro dell'Amduat, il luogo della rinascita. Data l'estrema somiglianza tra le due divinità, Sokar è considerato una delle forme di Osiride.

Torna all'Archivio di Thot